Il Frascati oggi ha un suo vigneto nel centro urbano della cittadina alle porte di Roma. È un progetto iniziato 11 anni fa, e oggi siamo in dirittura d'arrivo.

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Frascati non è solo il comune alle porte di Roma, ma anche il nome di uno dei più caratteristici vini laziali, parte integrante della storia e della cultura locale. Un progetto riporta nel centro storico della cittadina dei Castelli romani un vigneto di 5 ettari, restituendo valore e identità alla vitivinicoltura locale.

 

Ci sono voluti 11 anni per ottenere i permessi, le perizie, i nulla osta e tutte quelle altre mille scartoffie che rendono il nostro Paese così particolare, per riuscire ad impiantare 5 ettari di vigneto in prossimità del centro storico di Frascati. L’impresa – perché di questo si tratta- è stata annunciata durante una conferenza stampa dal suo ideatore, Piero Costantini, enotecario di Roma e fondatore dell’azienda Villa Simone.

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Le origini del progetto

La vicenda inizia nel 2006 cioè quando furono messi all’asta 11 ettari di terreno abbandonati situati tra le seicentesche Villa Falconieri, Villa Mondragone e Villa Parisi, a circa 400 metri da Piazza San Pietro e presso il Parco dell’Ombrellino. L’appezzamento, dove una volta c’era un oliveto, fu acquistato da Costantini, il quale sin da subito, vide la possibilità di trasformare quel luogo incolto e pieno di rovi, in un suggestivo vigneto urbano. L’iniziativa ha coinvolto il Comune di Frascati, il Parco dei Castelli Romani e la Regione Lazio. Il Sindaco di Frascati Alessandro Spalletta intervenendo ha dichiarato la sua soddisfazione “Sin dall’inizio abbiamo appoggiato il progetto: in un momento così buio nella storia del Frascati, bisogna supportare una proposta che guarda al futuro e va in controtendenza. Il vigneto urbano farà capire quanto sia nobile ed elegante il paesaggio vitato che per secoli è stato parte integrante dei nostri luoghi, e anzi lo andrà in minima parte a ricostruire, rendendolo di nuovo familiare agli occhi di tanti cittadini, così come lo era per chi un tempo viveva in queste aree”.

 

Il vigneto

Il vigneto di 5 ettari sarà destinato alla produzione di Frascati Superiore Docg ottenuto dalle sole uve malvasia del Lazio (o puntinata). Il sesto d’impianto sarà di 2.5 metri per 0.8 metri, quindi con 5000 piante per ettaro e potatura a guyot. L’obiettivo di produrre massimo 2 kg per pianta e quindi 100 quintali per ettaro.

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Il vigneto didattico

All’ingresso della proprietà sarà realizzato uno vigneto didattico con tutte le forme di allevamento della tradizione viticola frascatana: vite maritata, alberello, conocchia, filaretti frascatani mentre il tendone sarà rappresentato solo da materiale fotografico. I vitigni impiantati saranno quelli consentite dal disciplinare del Frascati: malvasia del Lazio, malvasia di Candia, trebbiano toscano, trebbiano giallo, bellone, greco, bombino. Ci saranno anche esempi di differenti forme di potatura (cordone speronato, guyot, guyot doppio, capovolto, cazenave) e combinazioni con i principali portinnesti. L’area verrà arredata con cartelloni illustrativi della storia della vite e del Frascati.

 

Complessivamente il terreno, oggetto dell’impianto, è di 8 ettari, 5 verranno impiantati a vigneto, circa uno verrà ridestinato a oliveto, recuperando le piante presenti, 1,5 rimarrà a bosco, il restante mezzo ettaro verrà destinato a spazio per la ricerca. Il fine lavori è annunciato per il 30 giugno 2017. Infine dopo il ripristino funzionale del terreno e la realizzazione dell’impianto verrà creato un sentiero che, attraversando le vigne, porterà dal parcheggio del parco dell’Ombrellino e al sentiero di Camaldoli. Il Frascati può rinascere grazie anche a queste iniziative di riqualificazione territoriale.

 

I vigneti cittadini

I vigneti urbani sono beni culturali da valorizzare, di cui si è parlato un paio di anni fa nell’ambito di un programma di gemellaggio tra Torino e Parigi con i rispettivi vigneti. Le due città, coi filari intorno a Villa della Reginae il  Clos della Confrerie de Montmartre, sono state le capofila di un progetto che coinvolge i vigneti di grandi città europee, come per esempio Vienna con i molti piccoli appezzamenti di Grinzing.

Queste vigne rappresentano la testimonianza attiva della cultura e la storia cittadina, ma soprattutto sono custodi di tesori di biodiversità, varietà antiche (in alcuni casi biotipi rarissimi), arrivati fino a noi perché salvati dagli espianti in favore di altre varietà più produttive o di maggiore interesse commerciale. In Italia esistono vigneti ad Aosta, Siena dove Senarum Vinea: le vigne storiche di Siena rappresenta un percorso sperimentale di riqualificazione storico-paesaggistica che punta a riconoscere e valorizzare il patrimonio viticolo autoctono e le forme storiche di coltivazione nella città. Ci sono poi Brescia col vigneto Pusterla (finora il più esteso, con 4 ettari), Venezia con le suggestive vigne esposte all’acqua alta di cui vi abbiamo parlato già, tra gli ultimi quello di Leonardo da Vinci a Milano, recentemente riportato a nuova vita. Quello di Frascati, pur non essendo centralissimo come gli altri, potrebbe diventare uno dei più grandi vigneti urbani italiani.

 

 

a cura di Andrea Gabbrielli